La Terapia Inalatoria Termale Sulfurea
È senza alcun dubbio paradossale che una terapia così antica e, dalla notte dei tempi considerata valida perché efficace, non abbia quella conoscenza e quella considerazione che ha meritato e merita.
Infatti la terapia termale, che rappresenta la più antica pratica curativa presente nella storia medica, non ha ancora oggi un riconoscimento unanime; eppure bagni sulfurei sono testimoniati nell’età del rame, in epoca pre-villanoviana e quindi nel X sec. a.c. e successivamente i Greci, Ippocrate, Galeno, gli Etruschi, i Romani hanno sottolineato, talvolta con veemenza l’importanza e la validità delle cure.
L’impiego delle acque termali in Italia ha una tradizione che risale a tempi antichissimi: molte acque sono conosciute a fondo nelle loro proprietà chimiche, chimico-fisiche e dal punto di vista della sicurezza.
Le cure termali nel secolo scorso, erano privilegio della Borghesia che univa la terapia alla vacanza. Le mutate condizioni sociali hanno allargato l’utilizzo a tutte le classi sociali anche per merito dell’assistenza sanitaria universale e per le migliori condizioni economiche. Ciò è stato anche favorito dal fatto che si può parlare di terapia termale anche in ambito ambulatoriale, non rimanendo vincolati alla esecutibilità dei trattamenti nei soli centri termali, le acque comunemente utilizzate in questi ambulatori è sulfureo-solfato-calcico-magnesiaca imbrigliata alla sorgente presenta tutte le caratteristiche dell’acqua di sorgente compreso l’idrogeno solforato.
Il loro impiego in clinica è molto vasto e rivolto a numerose patologie.
La terapia termale (o crenoterapia) è una particolare forma di terapia medica che utilizza come mezzo terapeutico la acque minerali. Le terapie termali possiedono meccanismi d’azione specifici ed aspecifici. Gli elementi contenuti nelle acque minerali sono da considerarsi principi farmacologicamente attivi e responsabili dell’azione specifica farmacologia. Le azioni aspecifiche dipendono dalle caratteristiche fisiche del mezzo termale e sono strettamente legate alla metodica di somministrazione.
Le acque minerali sono suddivise in classi in base soprattutto alle caratteristiche chimiche e fisiche dominanti (concentrazione ionica, temperatura, contenuto in solfuri, solfati, cloruri, bicarbonati etc.) e ad ogni classe vengono riconosciute azioni terapeutiche comuni. Ogni singola acqua oligominerale ha comunque una sua “fisionomia terapeutica” peculiare in relazione alla diversa composizione ionica ed in varia misura di elementi in traccia. In patologia respiratoria trovano impiego prevalentemente le acque salse, salso-bromo-iodiche e solfate. La crenoterapia può essere impiegata, in associazione o in interazione, con presidi farmacologici, chinesiologici, mezzi fisici, etc, per il conseguimento di risultati terapeutici ottimali.
Le acque sulfuree sono quelle che possiedono una quantità pari o superiore a 1 mg di H2S (acido solfidrico) per litro, possiedono numerose proprietà e trovano la loro applicazione nelle affezioni di un grande numero di apparati. Nella specialità otorinolaringoiatrica è sicuramente preminente l’azione biologica dello zolfo sulle mucose.
L’azione locale sulla mucosa respiratoria è di varia natura:
- Mucolitica per rottura dei ponti disolfuro delle proteine fibrillari;
- Fluidificante per aumento della secrezione sierosa dovuta alla stimolazione vagale;
- Batteriostatica ed antimicotica dovuta al potere riducente dell’acido solfidrico che tende ad ossidarsi e sottrae ossigeno ai microrganismi per formare solfati e zolfo allo stato nascente; la conseguente sintesi di acido pentationico da parte di alcuni batteri e l’aumento della produzione di Lisozima è, con buona probabilità responsabile dell’azione germicida;
- Immunostimolante per:
Aumento della produzione delle IgA secretorie sulla mucosa;
Aumento delle IgG ed IgM circolanti;
Stimolazione del sistema reticolo-endoteliale con aumento dell’attività granulopessica;
- Miglioramento della clearance muco-ciliare;
- Stimolo alla produzione di Surfactante e protezione della mucosa da sostanze tossiche;
- Decongestione per azione vascolare ed antiflogistica;
- Azione trofica con migliore rigenerazione della mucosa.
Le tecniche di trattamento termale previste per le patologie del distretto ORL si effettuano con un ciclo canonico di 12 giorni, e sono di seguito menzionate.
Irrigazione nasale: utilizza l’acqua intera; 1 litro di acqua sulfurea per seduta; temperatura 37°; ½ litro per narice; portata regolabile a seconda della spinta idrica desiderata; se si dispone di due vasche di irrigazione si può, nella rinopatia vasomotoria, attuare la irrigazione vasoattiva che si ottiene con acqua a temperatura diversa 30°- 40° per ottenere modificazioni rapide di vasocostrizione- vasodilatazione; l’ irrigazione è certamente il cardine nella terapia della rinosinusite.
Doccia nasale micronizzata: l’acqua viene frantumata in gocce grossolane spinte da aria compressa all’interno delle cavità nasali; surrogato delle irrigazioni si utilizza nei pazienti non collaboranti (bambini) o con marcate reazioni alla irrigazione.
Aerosol nasale: l’acqua viene frantumata in particelle di 1-5 micron; si utilizza 1 litro di acqua per seduta.
Humage nasale: è un’ applicazione secca perché viene erogato, come per le insufflazioni tubariche o il Politzer, solo gas sulfureo (idrogeno solforato) estratto dall’acqua e convogliato mediante aria compressa; la durata varia da 6 a 10 minuti per seduta.
Inalazione caldo umida: l’acqua sulfurea viene frammista ad un getto di vapore a 38-40° formando una fitta nebbia. Il paziente si pone con la bocca aperta davanti all’apparecchio posto ad una distanza di 20 cm; si ottengono particelle di 10-12 micron; si utilizza 1 litro di acqua per seduta.
Insufflazione tubarica: utilizza il gas sulfureo che viene insufflato nel sistema tubo-timpano-mastoideo mediante un catetere o sonda di Itard in metallo o plastica di vario calibro introdotto attraverso la cavità nasale ad incannulare l’ostio tubarico in rinofaringe mentre il medico ascolta, tramite uno stetoscopio, i rumori trasmessi dall’orecchio medio all’ingresso dell’aria;
la pressione varia da 0,1 ad 1-1,5 atmosfere e la durata varia da 2 a 4 minuti;
Politzer crenoterapico: è una variante dell’insufflazione tubarica, meno cruenta, utilizzata nei bambini o nei pazienti non collaboranti o in presenza di marcate deformità intranasali che non consentono il passaggio del catetere. In questo caso si introduce il gas con l’ausilio di un terminale, che chiude ermeticamente la narice corrispondente. L’insufflazione di gas termale viene effettuata mentre la narice controlaterale viene tenuta chiusa e il soggetto compie ripetute manovre (es. deglutizione) volte a sollevare il velo palatino, impedendo la fuga dell’aria attraverso l’orofaringe.
Nell’ambito di competenza ORL è possibile individuare le seguenti condizioni patologiche per le quali è indicata la terapia termale:
- le rinosinusiti croniche;
- alcune delle patologie predisponesti all’insorgenza di rinosinusiti croniche (rinite allergica, rinopatie vasomotorie aspecifiche, deficit selettivi di IgA secretorie, discinesie ciliari, alterazioni primitive delle caratteristiche reologiche del muco);
- la sindrome rinobronchiale;
- le rino-otiti;
- le faringiti croniche;
- le laringiti croniche.
Le terapie eseguibili in ambito ambulatoriale sono:
- Irrigazione nasale
- Doccia nasale micronizzata
- Aerosol nasale
- Humage nasale
- Insufflazione tubo-timpanica
- Politzer.
I risultati sono sovrapponibili ai trattamenti in stabilimenti termali, quando non si consideri la componente di beneficio psico-emotivo che si aggiunge nel soggiorno ludico-vacanziero della permanenza nei centri termali.
Certamente vengono confermati i risultati rilevati dall’esperienza clinica personale e delle pubblicazioni cliniche e sperimentali presenti in letteratura di miglioramento delle condizioni flogistiche croniche della mucosa in ORL e di prevenzione delle recidive prima frequenti.
I risultati determinano una migliore qualità della vita e portano un beneficio socio-economico per una riduzione delle assenze dal lavoro e dalla scuola ed una riduzione della spesa sanitaria per le malattie recidivanti.









